Calciomercato - Prime trattative per le "tre grandi"

Al Milan piace Simon Kjaer, mentre Zlatan Ibrahimovic potrebbe accasarsi al Barça. Per Juventus e Sampdoria, invece, all'orizzonte si prospetta uno scambio tra Antonio Cassano e Sebastian Giovinco

Fa caldo. Anche se è appena iniziata la primavera, l'estate è più vicina. E con lei anche il momento in cui il calciomercato riprenderà a riempire le pagine dei quotidiani.
Nel frattempo le varie squadre si stanno guardando in giro e le voci circolano già da un po'. Il tormentone di Antonio Cassano, per esempio, ormai ci accompagna da tempo, ma sembra proprio che l'avventura del talentino di Bari Vecchia a Marassi sia in dirittura d'arrivo. Ha lasciato trapelare qualcosa Beppe Marotta, ad di una Sampdoria in procinto di lasciar partire l'attaccante per vestire la maglia della Juventus. Marotta, benché abbia smentito qualsiasi contatto con la Vecchia Signora, avrebbe infatti rivelato che Sebastian Giovinco piace in casa blucerchiata. All'orizzonte dunque uno scambio Cassano-Formica Atomica?
Intanto c'è qualcuno che sta male, nonostante il caldo, e ha mal di pancia. E' Zlatan Ibrahimovic, che con frasi sibilline ha lasciato intendere che potrebbe andare altrove per cercare di vincere la Champions League. La cura? Partire per dove fa ancora più caldo, la Spagna. Alla finestra c'è il solito, ingordo Real Madrid, anche se l'offerta più concreta potrebbe arrivare dal Barcellona. Per stessa ammissione di Mino Raiola, procuratore dello svedese, dalla penisola iberica hanno già manifestato un certo interesse e l'aria iodata della città catalana potrebbe essere un toccasana per Ibra; 80 milioni di euro e uno scontento Samuel Eto'o potrebbero rendere meno amara la pillola della fuga all'Inter.
Ma anche il Milan ha dei problemi fisici, precisamente di respirazione: fiato corto, e così la società sta cominciando a muoversi. L'obiettivo è quello di svecchiare una rosa un po' a corto di ossigeno e finalmente l'attenzione sembra essere ricaduta sulla persona giusta. Anche se Adriano Galliani ha smentito tutto, l'oggetto del desiderio sarebbe il difensore del Palermo Simon Kjaer. Il danese ha 20 anni e potrebbe davvero portare una boccata d'aria a un reparto che ne ha bisogno...

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Tutti i numeri della 29a giornata di serie A

Niente di nuovo in testa alla classifica del campionato di serie A, con le due battistrada Inter e Juventus che continuano il loro duello a distanza a suon di vittorie: i nerazzurri nel più classico dei testa-coda, prima contro ultima, si sbarazzano della Reggina e mantengono a + 7 il loro vantaggio sulla squadra di Ranieri capace, nell’anticipo serale del Sabato, di sbancare l’Olimpico di Roma, infliggendo un pesantissimo 4-1 ai giallorossi di Spalletti che vedono, al momento, allontanarsi in maniera importante la quarta posizione.

Il terzo posto resta sempre saldamente nelle mani del Milan che impatta con il Napoli nella partita d’esordio di Donadoni al S. Paolo: per in neo tecnico partenopeo è il secondo pareggio in due incontri, aspettando la vittoria che manca agli azzurri dal lontano 11 Gennaio.

Alle spalle dei rossoneri vincono le loro sfide casalinghe sia il Genoa che la Fiorentina: i rossoblu superano l’Udinese centrando la seconda vittoria consecutiva, i viola, non senza fatica, si rialzano dopo lo stop dello scorso turno battendo un Siena (negli ultimi 9 turni solo una vittoria per i ragazzi di Giampaolo, poi 3 pareggi e 5 sconfitte) uscito a testa alta dal derby del Franchi.

Nella corsa Uefa spunta la candidatura del Cagliari vittorioso a Bologna: i sardi affiancano a quota 42 il Palermo (terza sconfitta in cinque gare per i rosanero) battuto dal Chievo, portandosi a sole quattro lunghezze dalla Roma che occupa al momento l’ultimo piazzamento utile per la qualificazione in Europa.

Gran balzo in avanti del Catania uscito con i tre punti in tasca dalla partita al Massimino contro la Lazio: i rossazzurri, 10 punti nelle ultime 5 gare, con 37 punti all’attivo si trovano in una comoda e tranquilla posizione di centro-classifica.

Anche la Sampdoria avanza in graduatoria grazie all’exploit esterno in casa del Torino: ora i blucerchiati occupano con 36 punti il 14° posto e sono totalmente fuori dalla zona di bassa classifica che al momento vede coinvolte, a partire dal Siena fermo a 31 punti, sei formazioni.

Di questo lotto di squadre chi sta meglio è senza dubbio il Chievo, che grazie al suo fantastico cammino nel 2009, 21 punti in 12 partite, si è tirato fuori dalla zona rossa equivalente alla retrocessione in serie B. Oggi i clivensi hanno avuto ragione del Palermo con un goal del redivivo Luciano, tornato a segnare dopo un digiuno durato quasi tre anni ( ultima marcatura realizzata il lontano 30/04/2006), lasciando a Bologna, Torino, Lecce e Reggina, la lotta per raggiungere l’unico posto utile che vuol dire salvezza.

Di queste quattro squadre solo il Lecce, con la prima doppietta di Caserta nella massima serie, è riuscito a smuovere la classifica in virtù del punto conquistato al 91° contro l’Atalanta , mentre per le altre tre sono dolori in quanto uscite dal campo battute, con l’aggravante per quanto riguarda Bologna e Torino di avere avuto la peggio davanti al proprio pubblico: per i felsinei è la sesta sconfitta in otto giornate, i granata, invece, negli ultimi 13 incontri hanno vinto solo una volta, con sei pareggi e altrettante sconfitte.

Rimane sempre ultima e sola la Reggina, a cui spetta il triste primato di non trovare la vittoria dal lontanissimo 23 Novembre, Reggina Atalanta 3-1. In questo 29° turno otto sono state le vittorie, tre esterne, e due i pareggi, solo uno 0-0, con 22 reti messe a segno e ben quattro doppiette realizzate: oltre al già citato Caserta, hanno segnato due goals Padoin (anche per l’atalantino prima doppia segnatura in serie A), Iaquinta e Ibrahimovic, con l’interista che raggiunge il bolognese Di Vaio in testa alla classifica marcatori a quota 19. Assegnati oggi 2 rigori, uno trasformato dal Lecce e uno parato da Bizzarri del Catania, mentre sono stati estratti 52 cartellini gialli e 2 rossi.

Sono il Milan e la Fiorentina, con il 60%, ad aver avuto il maggior possesso palla odierno, mentre l’Inter con 17 tiri, di cui 7 nello specchio della rete, è stata la squadra ad avere indirizzato più palloni verso la porta avversaria.

"Nessuno più grande del club", Ibra addio?

Dopo la doppietta rifilata alla Reggina, Ibrahimovic alimenta i dubbi sulla sua permanenza all'Inter. Mourinho lancia un chiaro messaggio: "Ibra è un grandissimo giocatore, ma nessun calciatore è più grande di un club"

Parte o resta. Dopo il tormentone invernale di Kakà, ne è atteso un altro per la prossima estate, questa volta sull"altra sponda del Naviglio. Vendere Ibrahimovic per far diventare l'Inter stellare, o aspettare che diventi decisivo anche in campo internazionale e costruire intorno a lui la Beneamata volta a conquistare il mondo. Il fuoriclasse svedese rischia di diventare l'ago della bilancia del futuro del Biscione.
Stando alle parole di Josè Mourinho al termine della sfida con la Reggina, la presenza dell'attaccante svedese nel futuro non sembra indespensabile ai nerazzurri:
"Ibrahimovic? È un grandissimo giocatore, ma nessun calciatore è più grande di un club. Ibra all'Inter è diventato un giocatore importante, ma certi club sono più grandi di giocatori e allenatori".
Lo 'Special One' poi aggiunge: "Per rendere l'Inter competitiva anche in Europa occorrono dei ritocchi, abbiamo due o tre giocatori giovani con un grandissimo potenziale, che fra due o tre anni saranno dei grandissimi. Abbiamo un gruppo di giocatori di grande stabilità, a me personalmente piacciono due strade: quella che porta ai top players e quella che invece conduce ad un'opera di ringiovanimento della squadra".
E che ai tifosi piaccia o no, lo stesso Ibra, sempre più trascinatore in campionato, non se la sente di confermare il suo futuro con la maglia nerazzurra. Alla domanda "Vuoi sgombrare il campo dai dubbi sulla tua permanenza all'Inter?", la risposta del giocatore è un secco : "No!.Adesso c'è questo campionato e sono molto concentrato per vincerlo. Dopo vediamo cosa succede". La tentazione di venderlo per costruire una squadra di stelle sta prendendo sempre più piede nelle menti della dirigenza nerazzurra. E se Kakà, restando al Milan, a gennaio ha fatto una scelta di cuore, nessun tifoso nerazzurro può scommettere che Ibra farà altrettanto....Anzi.

Paolo Sperati / Eurosport
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