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Niente operazione, ma è stagione finita

Operazione scongiurata al ginocchio per Toto' Di Natale, ma stagione comunque finita in anticipo per il capitano dell'Udinese. Il giocatore, dopo il consulto dei medici, dovra' sottoporsi a una terapia conservativa, ma non giocherà più quest'anno

Niente intervento chirurgico ma stagione finita per Totò Di Natale che, sabato scorso a Podgorica nei primi minuti di Montenegro-Italia, ha subito la parziale lesione del legamento crociato anteriore e la distrazione del collaterale interno del ginocchio sinistra.
La decisione è stata presa collegialmente a Barcellona dall'ortopedico Ramon Cugat, dal medico sociale dell'Udinese Bernardino Petrucci e da altri specialisti in ortopedia e radiologia del nosocomio della città catalana. L'attaccante dell'Udinese dovrà sottoporsi invece a terapia conservativa basata sul potenziamento muscolare: Di Natale però non giocherà più quest'anno, per il giocatore la stagione va considerata ormai chiusa.
L'esito degli esami è comunque da considerarsi positivo: a confermarlo è il direttore generale bianconero Pietro Leonardi, decisamente più sollevato rispetto a un paio di giorni fa, che spiega. "Non ci sarà nessuna operazione. Si è riscontrata una integrità del legamento ed ora servirà solo un logico periodo di riabilitazione. Non poniamoci tempi, ma volendo essere ottimisti fra un mese potrebbe già riprendere a correre".
Niente Werder Brema quindi per Di Natale, che sosterrà i suoi compagni dalla tribuna: il doppio impegno europeo rimane l'obiettivo numero uno della stagione bianconera. "Spero proprio - dice il dg - che la Uefa diventi uno stimolo in più proprio per quetso e per dedicare una splendida vittoria a Totò che se la merita. Di Natale è il nostro futuro, nella sfortuna ci riteniamo soddisfatti".
Leonardi non risparmia una bacchettata a chi ha ridotto in queste condizioni il giocatore: "Si deve fare molta più attenzione. Non è una fatalità quanto accaduto a Di Natale, è successo qualcosa che si poteva evitare. Per l"Udinese èun danno grande e non si può dire quanto, mi auguro solo che ci possa essere quello spunto in più e quella forza per andare avanti anche per Totò".

Eurosport

Inter: guaio serio per Maicon, rischia lungo stop

Lesione al retto femorale della gamba destra. Questa l'entità dell'infortunio di Maicon, che rischia un lungo stop. Il laterale brasiliano, che si era infortunato nel primo tempo di Ecuador-Brasile, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali 2010 in Sudafrica, salterà come minimo le prossime sfide di campionato contro Udinese, Palermo, Juventus e Napoli. Ma si teme che lo stop possa essere ancora più lungo. Brutta tegola, quindi, per la squadra di Mourinho.

E' stato il professor Franco Combi, responsabile dello staff medico nerazzurro, a fare un quadro sulle condizioni di Maicon: "Ho parlato nella notte con il responsabile dello staff medico del Brasile - si legge sul sito ufficiale dell'Inter -. Aveva da poco terminato gli accertamenti strumentali. Mi ha confermato che, purtroppo, per Maicon si tratta di una lesione importante al retto femorale della gamba destra. A José Luis Runco mi lega un rapporto di collaborazione da tanti anni. Abbiamo concordato che seguirà lui direttamente il calciatore sino al suo rientro in Italia, fra circa dieci giorni. Quando ritornerà a Milano, programmeremo per Maicon dei nuovi accertamenti strumentali, per valutare l'andamento della lesione, e quindi proseguiremo con il programma rieducativo".


fonte: Datasport

Pato shock "Ho quasi perso un braccio"

L'attaccante del Milan si è confessato a una televisione brasiliana. "A 11 anni ho rischiato di perdere un braccio a causa di un tumore..."

Rivelazione shock di Alexandre Pato che, nel corso di un programma televisivo trasmesso in Brasile ha rivelato che da ragazzino, dopo due fratture, gli era stato diagnosticato un tumore al braccio sinistro che, per poco, non richiese l'amputazione dell'arto.
Pato ha parlato nel corso di 'Esporte Espetacular', trasmissione sportiva della tv Globo, raccontando come a 11 anni - prima di approdare all'Internacional di Porto Alegre - se l'era vista brutta, dopo essersi rotto per due volte di seguito il braccio nello stesso punto. Gli accertamenti avevano individuato un tumore, poi rivelatosi benigno, che per un certo tempo fece temere la necessità dell'amputazione.
Nella stessa trasmissione, Jorge Macedo, coordinatore delle categorie di base dell'Internacional ai tempi di Pato, lo ha ricordato come un ragazzino "sempre molto freddo", che non fece nessun dramma della chirugia attraverso la quale era dovuto passare. "Si emozionava solo quando parlava al telefono con i genitori o quando loro venivano a trovarlo, allora piangeva - ha ricodato Macedo - Si vede che viene da una famiglia con una struttura molto forte, unita".

Eurosport

Operazione riuscita per Abbiati

5-6 mesi di stop per il portiere rossonero, operato dall'equipe del Dott. Martens. Ennesimo scoglio da superare per Christian Abbiati che già in passato ha dato prova di coraggio.

Christian Abbiati è stato sottoposto nella mattinata di lunedì ad intervento chirurgico ad Anversa. L'equipe medica del professor Martens ha provveduto alla ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Lo ha comunicato l'AC Milan attraverso il sito ufficiale, con una nota in cui si legge che l"operazione è perfettamente riuscita.
Il portiere rossonero, infortunatosi lo scorso 16 marzo dopo 10 minuti dall'inizio del match disputato dal Milan a Siena, dovrà restare lontano dai campi di gioco per circa 5-6 mesi. Davvero sfortunato il pilastro della difesa del Diavolo in una stagione che lo ha portato nuovamente alle luci della ribalta dopo una carriera fatta di tanti alti e bassi. Una storia calcistica, quella di Abbiati, che dimostra come un vero campione sia tale quando è in grado di rialzarsi anche dopo non una, ma più cadute. In passato il portiere ha dato prova di grinta, coraggio e determinazione, riuscendo a non abbattersi negli anni in cui, persa la fiducia rossonera, ha militato tra le file di Juventus, Torino e Atletico Madrid, fino al "definitivo ritorno a casa".
"Sono una persona che crede molto nel destino e quindi mi viene da dire che doveva capitare", aveva detto Abbiati a due giorni di distanza dall'infortunio. Una cosa è certa: il destino è per natura incontrollabile, ma Christian Abbiati ha saputo rispondere agli imprevisti con forza e umiltà e saprà certamente ripartire da dove si è interrotto, regalando al popolo rossonero nuove grandi soddisfazioni.

Valentina Resta / Eurosport

Brutta tegola per l'Inter: Maicon ko

Pessima notizia per l'Inter, che potrebbe perdere Maicon per le prossime partite. Il difensore si è fatto male domenica sera nel match Ecuador-Brasile

Ecuador-Brasile. Ventiseiesimo minuto del primo tempo: Maicon crolla a terra in lacrime dopo aver calciato in corsa un traversone dalla destra. Portato fuori dal terreno di gioco in barella, il terzino si tocca la coscia destra. Brutto segno. Non si conosce ancora la diagnosi, ma la sensazione è che potrebbe trattarsi di una lesione importante e che la nazionale verdeoro, ma soprattutto l'Inter possa perdere il suo pilastro nel momento più delicato della stagione.
Nove partite, nove finali che separano il club di via Durini dal tricolore numero 17. Bando alla scaramanzia, i nerazzurri non possono permettersi di correre il rischio di essere agganciati dai nemici bianconeri. Già nella scorsa stagione la squadra di Mancini, che aveva maturato un netto distacco dalla Roma, subì un crollo di rendimento negli ultimi mesi che rinviò all'ultima giornata la conquista di un titolo che sembrava ampiamente archiviato.
Ma, senza nulla togliere alla squadra della capitale, negli ultimi anni grande spina nel fianco dell'Inter, quest'anno la sfida è contro un avversario storicamente più temibile. Il campo ha per ora dato ragione ai nerazzurri di Mourinho che, nell'ultimo incontro con la Vecchia Signora, hanno mostrato un'evidente superiorità imponendosi per 1 a 0 a Milano. Ma Juve-Inter va ben oltre il terreno di gioco, è la sfida tra chi si è vista, giustamente, privata di due scudetti e gettata nell'incubo della serie cadetta e di chi, invece, proprio in Calciopoli ha individuato il trampolino di lancio per un'ascesa inarrestabile. È il derby d'Italia, una partita in cui orgoglio ferito, rivalsa, dignità, senso di giustizia e di ingiustizia prevalgono sulle qualità balistiche delle squadre. In palio, per entrambe, c'è una posta altissima. L'Inter, vincendo, risponderebbe alle accuse di chi l'ha dipinta potente poichè priva di antagonisti e sancirebbe in maniera indiscutibile la propria forza. Vincere, per la Vecchia Signora, significherebbe tornare alla "normalità", uscire in maniera definitiva dal buio del passato recente e, soprattutto, ristabilire il gioco dei ruoli.
Ma per il big match di Torino c'è ancora tempo. Prima gli undici di Mourinho dovranno affrontare la difficile trasferta di Udine, poi sarà la volta della sfida interna contro il Palermo, quindi Juventus-Inter. Lo Special One potrebbe però dover fare a meno di una delle colonne portanti dell'Inter. Quasi certo il forfait di Maicon nella gara con l'Udinese, a sua volta priva di Di Natale infortunatosi con la Nazionale, mentre i nerazzurri sperano di poter recuperare il forte terzino in vista di Palermo e Juve. Se si guarda indietro, d'altronde, è inevitabile constatare come, nella maggior parte dei match disputati quest'anno, al di là delle quattro reti messe a segno, la presenza del difensore sia risultata sempre decisiva. Unica assenza registrata è quella del 10 gennaio, quando, al rientro dalle vacanze, l'Inter priva di Maicon non è andata oltre l'1-1 in casa contro il Cagliari. Vorrà pur dire qualcosa!

Eurosport

Qualificazioni Mondiali 2010 - Brasile fermato, infortunio per Maicon

A Quito un grande Ecuador costringe al pareggio la nazionale di Dunga: non basta il gol di Julio Baptista a venti minuti dalla fine. Julio Cesar è miracoloso ma nel finale si deve arrendere a Noboa. Maicon al 24' è stato costretto ad unscire per infortunio. Sospetto stiramento.

In Ecuador, il Brasile aveva perso nelle ultime due apparizioni, anche se il cinque a zero dell'andata lasciava abbastanza tranquilla la squadra di Dunga che invece ha sudato sette camicie per ottenere soltanto un pareggio.
Senza Kakà, fermato dal solito fastidio al piede, l'attacco del Brasile è sulle spalle di Luis Fabiano, centravanti del Siviglia, quattro gol finora nei match di qualificazione mondiale. Al suo fianco Robinho e Ronaldinho. Alla vigilia Sixto Vizuete aveva dichiarato che la sua nazionale avrebbe soffocato i pentacampioni: la dichiarazione di guerra del tecnico ecuadoregno è stata mantenuta perchè i verdeoro hanno sofferto tantissimo l'atteggiamento aggressivo degli avversari, magari anche per l'aria rarefatta dei 2850 metri di Quito. Nel primo tempo Julio Cesar salva la porta in più di un'occasione sui tentativi dei padroni di casa.
Ma succede tutto nella ripresa con la rete del Brasile che arriva al 72': Julio Baptista, entrato da due minuti al posto di uno spento Ronaldinho, riceve palla da Robinho e con un terrificante destro coglie il palo: la palla rimbalza sul portiere Cevallos e si insacca in rete. Gol fortunoso che dovrebbe spezzare le gambe all'Ecuador che invece non si da' per vinto e si getta alla disperata ricerca del pareggio. La porta del Brasile sembra stregata, Julio Cesar è impeccabile e all'88' i verdeoro vanno vicino al raddoppio con una strepitosa giocata di Luis Fabiano: prima è Cevallos a dire di no all'attaccante del Siviglia, poi è il palo a dire di no all'attaccante. La legge del gol sbagliato, gol subito punisce inevitabilmente la nazionale verdeoro, che all'89' subisce il meritato pareggio dei padroni di casa: grande discesa sulla destra di Edison Mendez, palla per Benitez su cui è miracoloso l'intervento di Julio Cesar ma il portierone della nazionale non può nulla sul missile ravvicinato di Cristian Noboa, anche lui entrato a un quarto d'ora dalla fine. Benitez nel recupero si mangia il 2-1 spedendo di petto tra le braccia di Julio Cesar e graziando così il Brasile.
Da segnalare l'infortunio occorso al terzino dell'Inter Maicon che è stato costretto a lasciare il campo al 24' per Dani Alves. Ora Dunga punta tutto sul recupero di Kakà, che tornerà nel gruppo a Puerto Alegre, dove mercoledì andrà in scena Brasile-Perù. E tutti si aspettano di vedere ben altra partita...

Paolo Sperati / Eurosport

Milan e Brasile sulle spine per Kakà

Kakà è lontano dalla forma migliore: si è fermato ancora mentre era in ritiro con la Nazionale brasiliana, ma non demorde. "E' chiaro che non sara' al 100%, ma recupererà", dicono i medici. Intanto Pato prova a fare strada nelle gerarchie degli attaccanti verdeoro

Sembrano non finire mai i guai fisici per il milanista Kakà : dopo essere stato fermo un mese e mezzo, il campione brasiliano è tornato in campo per un paio di spezzoni di partita giocando 60' in tutto (27 a Siena, dove è entrato e uscito, e 33 a Napoli), ma naturalmente non è nemmeno lontano dalla forma migliore.
Ora Kakà è in ritiro con il Brasile di Carlos Dunga: il doppio impegno di qualificazione ai Mondiali del 2010 contro Ecuador e Peru' è alle porte, ma difficilmente vedrà protagonista la stella rossonera. Martedì infatti il giocatore ha già dovuto saltare l'allenamento a causa del riacutizzarsi del dolore al solito piede sinistro: insieme al medico della Selecao Jose' Luis Ronco ha effettuato un controllo presso una clinica di Rio de Janeiro, ma gli accertamenti hanno escluso lesioni ossee.
"Kaka' avverte dolore al piede e per questo abbiamo deciso di fare un esame, che non ha evidenziato nessuna lesione ossea", ha confermato Ronco -. "Ci impegneremo per far si' che Kaka' possa giocare le due partite. Se si giocasse oggi non sarebbe in condizione. Ora come ora c'e' il 50% di possibilita' di vederlo in campo". Il problema, a quanto pare, e' solo legato alla condizione fisica del brasiliano del Milan. Dunga, ct della Selecao, dopo aver appreso l'esito degli esami si dice ottimista. "Lavoriamo con ottimismo", dice il ct 'verdeoro'. "Dobbiamo aspettare questa settimana per vedere come evolve la situazione. E' chiaro che non sara' al 100%".
C'è meno ottimisimo naturalmente in casa rossonera: MilanLab ha rimesso in piedi Kakà stando bene attento ai tempi di recupero. Il suo innesto contro il Siena, parso un po' azzardato visto il poco tempo che il giocatore ha passato sul terreno di gioco (ma si trattava solo di una botta), e il susseguente inserimento al San Paolo lasciavano ben sperare. Ora però la girandola degli eventi ha portato dritta dritta agli impegni della nazionale che, si sa, non sempre sono accolti positivamente dagli allenatori delle squadre di club. Dunga difficilmente resisterà al desiderio di schierare il suo campione, almeno in uno dei match in programma: sempre che Kakà ce la faccia.
Chi non ha problemi di forma e di continuità è invece Pato, anch'egli come Kakà in ritiro con la nazionale verdeoro: "Ho solo 19 anni, ma mi alleno con giocatori che sono tra i migliori del mondo - dice il Papero -. In Europa si apprendono molte cose. E convivo per quasi sei ore al giorno con giocatori che sono degli idoli per me".
L'attaccante del Milan è il giocatore della Selecao che ha segnato di più in stagione e sta guadagnando sempre più considerazione, anche se rimane ancora dietro, nelle gerarchie, ad Adriano e Luis Fabiano: "Sono tranquillo. Sto mettendo a frutto il lavoro al Milan e grazie a questo posso guadagnarmi una chance in nazionale. Sto facendo il mio lavoro". E con questo Pato e un Kakà al 100% sia Milan che Brasile possono guardare con fiducia al prossimo futuro.

Davide Bighiani / Eurosport

Kakà, ecco il piano per il rientro

Il brasiliano del Milan forse in panchina contro il Napoli. Poi la nazionale

Kakà e il Milan hanno preparato un piano per il rientro. O, meglio, hanno raggiunto un compromesso che non dovrebbe scontentare nessuno. Con ogni probabilità il brasiliano, che oggi dovrebbe tornare sul campo in allenamento, sarà in panchina a Napoli. Il club rossonero avrebbe potuto chiedere ad Ancelotti di non convocarlo. In questo caso avrebbe potuto opporsi alla convocazione da parte del Brasile per le prossime gare di qualificazione mondiale. Un’ipotesi che a via Turati hanno però scartato. In questo momento, con le sirene madridiste che ricominciano a farsi sentire, non è il caso di mettersi in rotta di collisione con il Pallone d’Oro 2007.

Ecco allora la soluzione: panchina a Napoli, magari con una breve apparizione; volo a Rio de Janeiro lunedì prossimo; controllo con il rpofessor Runco, un medico di cui i giocatori della Seleçao si fidano ciecamente; sei giorni di allenamento; panchina contro l’Ecuador a Quito il 29 marzo; partenza da titolare l’1 aprile a Porto Alegre contro il Perù. Quindi il ritorno a Milano. Possibilmente guarito e pronto per rituffarsi in campionato.

Leggi l’articolo completo sul Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola

"Milan secondo, missione possibile!"

La Juve è lontana ancora cinque punti ma l'ultimo successo ha dato un'iniezione di fiducia a Carlo Ancelotti, che ora intravede il secondo posto: "La distanza dalla Juve non è tantissima e abbiamo lo scontro diretto in casa"

Con la vittoria di Siena il Milan ha rinsaldato il terzo posto con tante certezze in più: Inzaghi è in stato di grazia, Pato è sempre più strepitoso e Pirlo ha ripreso a sfornare assist. Se ci aggiungiamo che preso saranno pienamente recuperati Kakà, Ronaldinho e Seedorf (peraltro egregiamente sostituito da Flamini), il tecnico Ancelotti può sorridere e non nasconde di puntare alla seconda piazza. "E' un obiettivo possibile perché la distanza dalla Juve non è tantissima e abbiamo lo scontro diretto in casa, quindi c'é la possibilità di agganciarli. L'obiettivo comunque è giocare bene e finire al meglio la stagione" spiega Ancelotti che ha partecipato assieme ad Adriano Galliani, alla presentazione di un torneo di calcio a sette al quale parteciperanno 64 oratori milanesi.
Di fronte alla platea di qualche centinaio di ragazzi, il tecnico ha ricordato delle tante ore passate in oratorio da ragazzo a consumare scarpe giocando a pallone, prima di tornare al presente per rispondere alle domande sui tanti infortuni che affliggono la sua squadra. "E' un anno sfortunato per il Milan e lo dimostra l'ultimo infortunio di Abbiati: nessuno poteva farci nulla, talvolta il destino punisce in maniera eccessiva". Meno grave di quello del portiere sembra invece essere il guaio che ha fermato nuovamente Kakà: "Ha preso un pestone ma fortunatamente non è una ricaduta. Deve solo smaltire l'ematoma e speriamo di recuperarlo domenica.
Galliani gli fa eco: "Purtroppo è un anno terribile e preoccuparsi non serve a nulla", aggiunge l'ad rossonero che conferma la totale fiducia allo staff medico, assolto pienamente. Ma a tenere banco è anche il mercato: dalle prossime settimane si tornerà a parlare di trasferimenti, nell'ottica di un nuovo portiere ma non solo.
L'interista Maxwell ha fatto capire che non gli dispiacerebbe trasferirsi al Milan. "E' un ottimo difensore di fascia, uno dei migliori", è il giudizio di Ancelotti. Mentre Galliani mette le mani avanti: "Ha lo stesso bravissimo procuratore di Mattioni, un terzino, non possiamo mica fare una collezione". Secco invece l'ad rossonero sugli scambi di frecciate tra Milanello e Appiano Gentile: "Faremo in modo che l'Inter non parli più del Milan e nessuno dei nostri tesserati parlerà più dell'Inter e del suo allenatore". Difficile che in via Durini decidano di seguire la stessa strada, visto il temperamento dello 'Special One'....

Paolo Sperati / Eurosport

Dida: è tutto nelle tue mani..

Il prof. Martens ha confermato la diagnosi. Per Christian Abbiati si prospetta un lungo stop. Ora tocca a Dida

Si spengono le speranze in casa Milan. Christian Abbiati si è sottoposto ad una visita specialistica ad Anversa e il prof. Martens ha, purtroppo, confermato la diagnosi: lesione ai legamenti del ginocchio destro. Lo ha reso noto la società rossonera con un comunicato ufficiale. Abbiati svolgerà per due/tre settimane un lavoro di riabilitazione, per poi tornare nuovamente in Belgio per l'intervento chirurgico.
Quanta sfortuna per il club di via Turati in questa stagione. Dopo gli infortuni di Pirlo, Gattuso, Ambrosini, Bonera, Ronaldinho e Kakà si rompe anche Christian Abbiati. Vero pilastro della difesa rossonera, il portiere è tornato, in questa stagione, alle luci della ribalta, vincendo l'ennesima battaglia di una carriera che lo ha prima esaltato con il Milan di Zaccheroni nel campionato 98-99, quindi reso comparsa, poi riproposto ai vertici a Torino con la Juventus, riportato nel dimenticatoio e costretto alla fuga spagnola all'Atletico Madrid, fino al definitivo ritorno a Milanello.
L'estremo difensore rossonero ha restituito al Milan di Ancelotti la sicurezza tra i pali che l'annata disastrosa di Nelson Dida aveva cancellato, e adesso proprio il brasiliano si ritrova, servita su un piatto d'argento, la chance di riscattarsi e di dimostrare di essere ancora il campione che regalò, con le sue parate, la coppa dalle grandi orecchie al Milan nella finale di Manchester contro la Juventus.
Il popolo rossonero difficilmente dimentica, ma è in grado di perdonare. L'errore sul gol di McDonald che ha dato la vittoria al Celtic nella scorsa edizione della Champions League e la sceneggiata successiva dopo l'innocuo buffetto ricevuto dal solitario invasore sono ancora nella memoria collettiva, ma un grande giocatore è tale quando, dopo una caduta, è in grado di rialzarsi con umiltà e determinazione. Nelson Dida, in passato, ha già dato prova di coraggio. Tutti ricordano la papera contro il Leeds che eliminò il Milan dalla Champions nel 2000. Allora si pensava che il brasiliano non si sarebbe più ripreso e, invece, a testa bassa, il portiere è riuscito a riconquistare l'affetto dei tifosi.
Si dice che, nella vita, certi treni passino una volta soltanto. Il destino regala a Dida una seconda preziosa occasione. Secondo voi il portiere saprà coglierla al volo?

Valentina Resta / Eurosport

Operazione riuscita: Chiellini punta Roma

Perfettamente riuscita l'operazione al naso cui si è sottoposto il difensore. Crescono le possibilità che Chiellini possa essere in campo già sabato contro la Roma

Ora può iniziare il conto alla rovescia. Giorgio Chiellini è stato operato questa mattina presso l'ospedale di Chivasso per la riduzione della frattura al setto nasale.
L'intervento eseguito dal dottor Libero Tubino, è durato meno di trenta minuti ed è perfettamente riuscito. Nelle prossime ore il difensore verrà dimesso dall'ospedale ed è probabile che Chiellini possa già allenarsi mercoledì.
Ovviamente si tratterebbe di una seduta prettamente atletica, così da evitare ogni tipo di contrasto al giocatore, ma il fatto che a due giorni dall'intervento Chiellini possa già scendere in campo è sicuramente di buon auspicio in vista della partita di sabato che la Juventus disputerà all'Olimpico contro la Roma nell'anticipo serale della 29a giornata di Serie A.
Il difensore della Juventus si era infortunato nel corso del primo tempo di Juventus-Bologna in seguito a un contrasto con Mudingayi. Chiellini era tuttavia rimasto in campo per tutta la partita.

Andrea Tabacco / Eurosport

Abbiati al tappeto, stagione già finita? Buone notizie per Kakà

Nella gara contro il Siena Chirstian Abbiati è incappato in un serio infortunio ai legamenti del ginocchio e tra due giorni verrà visitato dal professor Martens. "Se la diagnosi verrà confermatala stagione è finita" affermano i sanitari rossoneri

Siamo al quarto minuto della sfida del Franchi tra Siena e Milan. Christian Abbiati anticipa Kharja in uscita ma si scontra con il suo compagno Favalli: il portiere esce in barella con le mani sul volto, e viene sostiutuito da Nelson Dida.
L'infortunio subito dal portiere del Milan però, da un'iniziale e semplice distorsione al ginocchio destro, diventa una seria lesione ai legamenti. Questo il responso dello staff medico del Milan, che ne saprà certamente di più tra un paio di giorni quando Abbiati verrà visitato dal professor Martens. Una cosa però è sicura: "Se la diagnosi verrà confermata per Abbiati la stagione è finita" affermano i sanitari rossoneri.
La stagione per Abbiati è dunque al capolinea, e anche la sua avventura in nazionale momentaneamente: le sue dichiarazioni in settimana ('Se devo andare dieci giorni in ritiro con la Nazionale per poi finire in tribuna, preferisco lavorare con il Milan per essere pronto la domenica') di certo non strizzavano l'occhio a Lippi, ma visto la sicurezza restituita al Milan e il suo ottimo stato di forma il ct lo avrebbe potuto anche convocare per le prossime gare di qualificazione al Mondiale e per la Confederations Cup di giugno in Sudafrica.
A fine gara Adriano Galliani spiega: "Non è una cosa leggera, temiamo la rottura del crociato perchè il ginocchio ha avuto una torsione strana. Ma fortunatamente abbiamo un sostituto di altissimo livello". Forse si riferisce a Dida: chissà come la pensano i tifosi rossoneri, dopo le ultime performance del brasiliano (nell'uscita dalla Coppa Uefa c'è anche il suo zampino). Fortunamente però non preoccupano le condizioni di Kakà. Secondo quanto riferito dai medici rossoneri, l'asso brasiliano ha subito un trauma contusivo al piede sinistro, lo stesso che lo aveva costretto a uno stop di circa 40 giorni. "È stato sostituito solo per precauzione" hanno confermato i responsabili medici rossoneri.

Paolo Sperati / Eurosport

Pato e Inzaghi, Siena strapazzato ma la maledizione infortuni continua

Curci goffo, Brandao in difficoltà Beckham funziona da mediano. Abbiati, stagione finita. Kakà ko. Galliani: "Serve un talismano"


A differenza di altre volte nel recente passato, Siena è stata molto ospitale verso il Milan. Se si eccettua un paio di insulti incassati da Galliani sabato sera, durante una passeggiata da turista in piazza del Campo («ma erano di natura politica», ha minimizzato quasi sollevato il braccio destro calcistico di Berlusconi), quella tra le dolci colline toscane è stata una scorribanda. Cinque gol in casa, in serie A, il Siena non li aveva mai incassati e non è che la nobiltà di chi li ha firmati - Pirlo un rigore concesso piuttosto severamente (contrasto in area tra Kharja e Flamini), una doppietta a testa il prodigioso Inzaghi con un fainesco guizzo su corner e con una girata in corsa e il giovane prodigio Pato con un lampo di destro da fuori area e con un dribbling sul torpido Curci dopo fuga in contropiede - attenui il senso della disfatta. La bandiera l'ha salvata Maccarone sullo 0-3 con un rasoterra dal limite. Visto dalla Torre del Mangia, il 5-1 finale non è certo il viatico ideale per quella riedizione sportiva della battaglia di Montaperti che sarà la sfida di domenica al Franchi di Firenze con la Fiorentina. Vista dalla Madunina, però, la prospettiva è meno allegra di quanto lascerebbero supporre il trionfale punteggio e il rafforzamento del terzo posto, che vale al Milan i milioni della qualificazione diretta alla prossima Champions e la possibilità di colmare sul mercato estivo le oggettive lacune.

Anche nel pomeriggio di una vittoria così maramalda, infatti, il problema degli infortuni si è confermato il più grave ostacolo dell'annata. Abbiati, uscendo per anticipare Kharja e scontrandosi accidentalmente con Favalli dopo soli 9', si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro: l'operazione dal professor Martens e i tempi di recupero (non meno di 5-6 mesi) ripercorrono le tappe dell'analogo incidente capitato in dicembre a Gattuso. «Con Dida abbiamo vinto tanto, siamo tranquilli», ha commentato Galliani, ma la sua, dati i precedenti poco rassicuranti del portiere brasiliano, sembrava pura scaramanzia. In effetti lui stesso ha rivelato una telefonata a Berlusconi: «Gli ho chiesto se aveva un antidoto contro la sfortuna». Alludeva anche al nuovo intoppo che ha fermato Kakà: rientrato a inizio ripresa dopo un mese e mezzo, il fuoriclasse ha fatto in tempo a esibire l'irresistibile falcata, a divorare un gol su assist di Flamini, a uscire preoccupato (lo ha sostituito un Ronaldinho più placido del solito) per un pestone al piede sinistro, nello stesso punto dell'infortunio dal quale era appena guarito. Rischia almeno un'altra settimana di stop e per il Milan di ieri, ancora imperfetto malgrado i 5 gol, il protrarsi dell'illustre assenza non è davvero il massimo.

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