Contro la squadra di Jesualdo Ferriera (fermato dalla Uefa con un turno di squalifica per un gestaccio all'arbitro nella gara contro l'Atletico Madrid) torna Rio Ferdinand che al centro della difesa si schiera accanto a Vidic. La sua presenza è quanto mai necessaria per far fronte agli attacchi di Hulk e Lisandro Lopez.
All'Estadio do Dragao il primo pericolo arriva da Hulk dopo cinque minuti: il tiro dell'attaccante viene bloccato da Van der Sar. Un minuto dopo l'Estadio do Dragao viene gelato: Cristiano Ronaldo dai trentacinque metri lascia partire un missile di collo pieno che si insacca all'incrocio dei pali nonostante il tuffo del povero Helton. La rete fantastica del Pallone d'Oro lascia un po' tramortiti i Draghi, con il Manchester vicino al raddoppio con un destro di Carrick dalla distanza. Al 20' si svegliano i padroni di casa: gran punizione di Bruno Alves che sfiora il palo: poco dopo è pregevole il gesto atletico di Lisandro Lopez che in area ruba il tempo a Ferdinand e in mezza rovesciata costringe Van Der Sar a un non facile intervento.
Lo United spinge solo a tratti e al 30' la sventola di controbalzo di Giggs sul cross O'Shea costringe Helton alla parata in due tempi. Due minuti più tardi Lucho Gonzalez è costretto ad uscire per infortunio e viene rimpiazzato da Mariano Gonzalez. Ma è Bruno Alves ancora a sfiorare il pareggio con un imperioso colpo di testa che termina fuori di un soffio. Nel finale è Vidic il protagnosita nel bene e nel male: prima il fallaccio su Rodriguez gli costa il giallo, poi il difensore calcia incredibilmente alto da due passi fallendo in modo incredibile il 2-0.
La ripresa si apre su ritmi infernali: dopo un affondo di Berbatov, il Porto si rende pericoloso con il sinistro ad uscire di Raul Meireles che sfiora la traversa. I Draghi continuano a spingere: cross di Rodriguez per la testa di Gonzalez che non trova la porta... I campioni d'Europa soffrono: Van Der Sar al 79' esce a vuoto ma viene graziato dall'impreciso colpo di testa di Rolando che non trova la porta. Il Porto si getta generosamente tutto in avanti, Meireles crossa al centro per Lisandro Lopez che di prima intenzione gira verso la porta ma troppo centralmente. Gli ultimi assalti non portano risultato, e nel finale il solito Ronaldo va vicino al pareggio con un termendo fendente respinto da Helton.
I Red Devils avranno anche sei candidati al premio di miglior giocatore della Premier League, ma questa squadra deve ritrovare la solidità venuta meno dal crollo con il Liverpool di un mese fa. Contro i lusitani lo United è rimasto imbattuto ma non ha preso gol solo per caso. Le prodezze dei singoli potrebbero non bastare più
Paolo Sperati / Eurosport




Dopo l'ennesima eleminazione agli ottavi di Champions League, in casa Inter si raccolgono i cocci perché c'è ancora uno scudetto da vincere anche se in via Durini si sta già pensando alla prossima stagione in cui tutte le energie saranno concentrate verso l'Europa. Al termine della sfida col Manchester, Mourinho è stato abbastanza chiaro: "Questa squadra è perfetta per vincere in Italia, ma per puntare alla Champions serve ben altro...". Tradotto in breve, il tecnico lusitano presenterà a Moratti i tasselli da inserire nell'attuale rosa - che ovviamente dovrà essere sfoltita. Innesti che dovranno essere però di assoluta qualità: per puntare a vincere in Europa, infatti, l'Inter dovrà cercare di acquistare giocatori di caratura mondiale e non semplici rincalzi. Il problema però potrebbe proprio essere questo: chi ha i fenomeni se li tiene o li vende a peso d'oro e, sicuramente, Moratti non è né Abramovic né lo sceicco del City e quindi prima di tutto ci sarà da sfoltire la rosa.
’ altresì vero però che il Chelsea nel doppio confronto con la Juventus ha dimostrato di possedere più solidità e più qualità dei bianconeri, una Juventus oramai rilanciata a tutti gli effetti nel calcio che conta ma a cui è evidente manchi ancora qualcosa in organico per poter realmente competere con le superbig. E’ altresì vero che l’ abulico Arsenal dell’Emirates Stadium avrebbe potuto vincere 8-0 contro i giallorossi, senza rubare nulla. Così come nessun interista che non sia Mourinho avrebbe avuto qualcosa da recriminare se i Red Devils avessero strappato dal San Siro un successo corsaro evitato soltanto dai miracoli (oramai sempre più frequenti) di quel Julio Cesar candidato ad insidiare i posti del podio dei migliori portieri del globo (Buffon, Casillas e Cech sono avvisati). Forse lo ’special one’ ieri sera sperava in un nuovo cross sbagliato di Balotelli, dopo che all’andata Adriano non era riuscito a segnare di nuovo col braccio dopo l’impresa nel derby!
Mourinho è sempre Mourinho. Anche in vista della sfida contro il Manchester United, sfida che vale almeno metà stagione, il tecnico dell'Inter non perde le proprie sicurezze.
Claudio Ranieri se ne fa una ragione, ma il rammarico è difficile da nascondere. "La qualificazione - spiega il tecnico bianconero - l'abbiamo buttata a Londra, dove non abbiamo fatto gol e in Champions è importantissimo questo fattore. Ma devo ringraziare la squadra e il pubblico, che ci ha applaudito alla fine".
Giocano bene. A volte benissimo. Forse troppo. Luciano Spalletti se l'è sentito dire fin troppe volte parlando della sua Roma. E stessa sorte è toccata all'avversario di turno, Arsene Wenger. Giallorossi e Arsenal sono tra le formazioni che propongono il miglior calcio a livello europeo. Peccato che quando si tratta di venire al sodo molto spesso le bollicine di champagne finiscano per perdersi nell'aria. Spesso, non sempre. Di certo non ora. Questo, almeno, sembra pregare Spalletti. Il tecnico romanista ha voluto mettere in chiaro tale aspetto in vista del ritorno degli ottavi di Champions, quando i suoi dovranno rimontare l'1-0 subito a Londra.