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Paolo Maldini l'immortale non molla: un altro anno con il Milan

E' bastata una cena per decidere. Paolo Maldini sarà ancora per una stagione il capitano del Milan. Il veterano rossonero non ha nessuna intenzione di chiudere la carriera al termine di un annus horribilis come quello in corso. Determinante l'incontro al Grissino di Milano con i vertici della società per capire che da parte del club c'è assoluta fiducia in lui. Se l'uomo Maldini si sente ancora integro il giocatore può ancora dare una mano. Non come titolare fisso, ma in veste di panchinaro di lusso. Arriveranno quasi sicuramente Fabio Cannavaro dal Real Madrid e Cristian Panucci dalla Roma, ma l'esperienza di Maldini tornerà sicuramente utile.

Ancora non ci sono comunicazioni ufficiali da parte del Milan, ma potrebbero arrivare entro la mattinata di venerdì quando è prevista la firma nero su bianco dell'immortale (ormai definirlo tale è d'obbligo) capitano rossonero.

Pare che a fare cambiare idea a Maldini siano state le voci di un ripensamento da parte di Pavel Nedved. Infatti molti a Torino sono pronti a scommettere in un'altra annata in maglia bianconera del ceco. Pavel ha capito di avere ancora parecchia benzina in corpo e sente di potere dare ancora molto alla Vecchia Signora. Ora tocca al club torinese fare la prossima mossa mettendo sul tavolo un'offerta degna di questo nome per la prossima stagione. Altrimenti Nedved potrebbe fare le valigie e continuare a correre sulla fascia da un'altra parte. Data l'età di gran parte degli elementi della rosa milanista strizzare l'occhio a Galliani e compagnia bella potrebbe essere una buona idea...

"Milan secondo, missione possibile!"

La Juve è lontana ancora cinque punti ma l'ultimo successo ha dato un'iniezione di fiducia a Carlo Ancelotti, che ora intravede il secondo posto: "La distanza dalla Juve non è tantissima e abbiamo lo scontro diretto in casa"

Con la vittoria di Siena il Milan ha rinsaldato il terzo posto con tante certezze in più: Inzaghi è in stato di grazia, Pato è sempre più strepitoso e Pirlo ha ripreso a sfornare assist. Se ci aggiungiamo che preso saranno pienamente recuperati Kakà, Ronaldinho e Seedorf (peraltro egregiamente sostituito da Flamini), il tecnico Ancelotti può sorridere e non nasconde di puntare alla seconda piazza. "E' un obiettivo possibile perché la distanza dalla Juve non è tantissima e abbiamo lo scontro diretto in casa, quindi c'é la possibilità di agganciarli. L'obiettivo comunque è giocare bene e finire al meglio la stagione" spiega Ancelotti che ha partecipato assieme ad Adriano Galliani, alla presentazione di un torneo di calcio a sette al quale parteciperanno 64 oratori milanesi.
Di fronte alla platea di qualche centinaio di ragazzi, il tecnico ha ricordato delle tante ore passate in oratorio da ragazzo a consumare scarpe giocando a pallone, prima di tornare al presente per rispondere alle domande sui tanti infortuni che affliggono la sua squadra. "E' un anno sfortunato per il Milan e lo dimostra l'ultimo infortunio di Abbiati: nessuno poteva farci nulla, talvolta il destino punisce in maniera eccessiva". Meno grave di quello del portiere sembra invece essere il guaio che ha fermato nuovamente Kakà: "Ha preso un pestone ma fortunatamente non è una ricaduta. Deve solo smaltire l'ematoma e speriamo di recuperarlo domenica.
Galliani gli fa eco: "Purtroppo è un anno terribile e preoccuparsi non serve a nulla", aggiunge l'ad rossonero che conferma la totale fiducia allo staff medico, assolto pienamente. Ma a tenere banco è anche il mercato: dalle prossime settimane si tornerà a parlare di trasferimenti, nell'ottica di un nuovo portiere ma non solo.
L'interista Maxwell ha fatto capire che non gli dispiacerebbe trasferirsi al Milan. "E' un ottimo difensore di fascia, uno dei migliori", è il giudizio di Ancelotti. Mentre Galliani mette le mani avanti: "Ha lo stesso bravissimo procuratore di Mattioni, un terzino, non possiamo mica fare una collezione". Secco invece l'ad rossonero sugli scambi di frecciate tra Milanello e Appiano Gentile: "Faremo in modo che l'Inter non parli più del Milan e nessuno dei nostri tesserati parlerà più dell'Inter e del suo allenatore". Difficile che in via Durini decidano di seguire la stessa strada, visto il temperamento dello 'Special One'....

Paolo Sperati / Eurosport

Il calcio? Tutta questione di DNA...

Da Paolo Maldini a Lionel Aguero Maradona... figli e nipoti d'arte del pallone. Quando l'allievo supera il maestro...

Quando l'allievo supera il maestro... o quando il figlio supera il padre. Non capita spesso ma a volte... E' il caso di Paolo Maldini che, figlio d'arte, ha ereditato la bravura di papà Cesare ma con un qualcosa in più. Oppure, ancora prima, il re del calcio, Pelè , figlio di Dondinho, attaccante delle serie minori brasiliane degli anni '40. Se la giocano sul filo di lana Valentino e Sandro Mazzola; il talento c'è anche nel caso dell'altro erede, Ferruccio, calciatore dalle buone qualità ma inferiore rispetto ai celebri congiunti. E non dimentichiamo Marco Materazzi, pargolo di Giuseppe, anche questo un esempio di come il figlio possa superare il padre.
E' figlio d'arte pure Carlo Cudicini, non avrà raggiunto i livelli di papà Fabio ma rimane comunque un portiere di tutto rispetto. Così come è stato un discreto estremo difensore Beniamino Abate, che ha militato, tra le altre squadre, anche nell'Inter, facendo il secondo di Walter Zenga ed è il padre del giovane Ignazio Abate, attualmente centrocampista del Torino. E Daniele Conti , degno erede di Bruno? Potrebbe essere, forse, il primo figlio di un campione del mondo ad esordire in Nazionale.



Le giovani promesse, comunque, nel calcio di oggi, non mancano, basti pensare a Davide Ancelotti e Filippo Mancini, lanciati rispettivamente da papà Carlo e da papà Roberto nel Milan e nell'Inter di Coppa Italia. Nel campionato Primavera gioca, tra le fila del Genoa, Andrea Signorini, difensore centrale come papà Gianluca, rimpianto capitano e bandiera rossoblu. Nelle giovanili del Milan, inoltre, scalpitano Christian Maldini e i gemelli Fiori, eredi del portiere rossonero che non gioca mai ma è contento lo stesso. Anche il Real Madrid ha i suoi figli d'arte: è il caso di Enzo Zidane, giovane promessa attualmente nelle giovanili delle 'merengues'.
Il discorso, però, si può allargare anche ai nipoti: il nome Filippo Boniperti vi dice qualcosa? Il trequartista della Beretti ha segnato recentemente una tripletta nel campionato Primavera. Forse è un po' presto per parlare di Lionel Aguero Maradona, ma visto il talentuoso padre e il geniale nonno, bè... le premesse ci sono tutte.

Lorenza Teti / Eurosport
payperuse.eu