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Roma-Juventus, sabato sera da brividi

All'andata i bianconeri si imposero 2-0: gol di Del Piero e Marchionni

All'Olimpico va di scena il confronto numero 75 tra Roma e Juve; il bilancio vede in leggero vantaggio la Roma con 28 vittorie contro le 25 dei bianconeri, 21 sono infine i pareggi.
Il successo in casa giallorossa manca dall'8 febbraio del 2004 quando una rete di Dacourt, un rigore trasformato da Totti e una doppietta di Cassano inchiodarono il risultato su un rotondo 4-0.
La Juventus ha il terzo migliore attacco del campionato con 47 reti, dietro alle 51 di Inter e Milan; la Roma sta appena dietro i bianconeri, con 43 centri.
La Juventus ha vinto otto delle dieci trasferte in cui è passata in vantaggio per prima.
I bianconeri hanno realizzato 24 reti nel primo tempo, record stagionale in Serie A.
La Roma è la squadra che ha chiuso in parità più gare (assieme a Toro e Samp) una volta passata in vantaggio per prima, sei, ma all'Olimpico ha vinto nove volte su 11 dopo aver messo la freccia di sorpasso per prima.
La Juventus è la squadra che ha segnato più gol di testa, 14, mentre i giallorossi vantano il maggior numero di conclusioni nello specchio di porta, 167.
La Vecchia Signora detiene anche il primato di gol messi a segno su calcio di punizione diretto, cinque, quattro dei quali ad opera del capitano Alessandro Del Piero.
La Roma è la squadra che ha commesso meno falli finora, 418, ma anche quella che ha subito più espulsioni, nove.
Tre le sfide in Serie A tra Spalletti e Ranieri con quest'ultimo in netto vantaggio, due vittorie e un pareggio.

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Sogno Juventus, tutto passa da Roma

Sabato sera all'Olimpico la supersfida Roma-Juventus: solita emergenza per la squadra di Spalletti, che rischia di non avere nè Totti nè Aquilani. La Signora sogna una storica rimonta alla capolista Inter

Ancora una gara in notturna, ancora una grande sfida. Passa dalla trasferta con la Roma la rincorsa della Juventus all'Inter. La sfida tra Del Piero e Francesco Totti rischia però di saltare per la presenza in dubbio del capitano giallorosso ancora dolorante al ginocchio destro, lo stesso per cui ha giocato gli ottavi di Champions contro l'Arsenal con un vistoso tutore.
Per l'anticipo contro i bianconeri Spalletti si troverà a dover far fronte ad una nuova emergenza: il tecnico non avrà sicuramente a disposizione Cassetti, Perrotta, Juan Cicinho e Taddei. Aquilani ha ancora la caviglia infiammata e dovrà rispettare in questi giorni, il programma di recupero con fisioterapia. Juan ha ricevuto l'autorizzazione della società per andarsi a curare in Brasile dove rimarrà una decina di giorni. Sabato ci saranno anche quattro squalificati: Diamoutene, Pizarro, Motta e De Rossi, per cui la società ha fatto ricorso vista la squalifica di due giornate comminatagli a seguito dell'espulsione ricevuta contro l'Udinese.
E di fronte ci sarà una Signora assetata di punti: le giornate corrono, e il distacco dalla vetta non cambia, ma la squadra di Ranieri insiste. E per tenere viva la speranza scudetto prova anche a recuperare Trezeguet. Che sarà pure un "bambino viziato", ma con un fiuto per il gol come pochi altri. E l'assenza di Amauri pesa. Guai muscolari permettendo, veri o diplomatici che siano, all'Olimpico 'Trezegol' dovrebbe esserci. Stesso discorso, ma con tutti altri presupposti, per Sebastian Giovinco. Il giovane campioncino è stato grande protagonista della vittoria in rimonta contro il Bologna. Il futuro, con Nedved a un passo dall'addio, è tutto suo, anche se il ruolo sulla fascia sinistra gli sta un po' stretto, come conferma il suo procuratore Claudio Pasqualin, contento però di aver respinto tutte le ipotesi di cessione. Anche lo scambio con Cassano.
Dunque il piccolo Sebastian ha tutte le carte in regola per restare in bianconero e seguire le orme di capitan Del Piero. Che, a 34 anni suonati, non pare intenzionato a perdere il vizio del gol. La prima doppietta di questa stagione contro il Bologna ha proiettato il numero dieci a quota 257 reti, tra campionato e coppe. Nella classifica dei migliori bomber ha addirittura superato un mostro come Boninsegna, e sta per agguantare niente meno che Gabetto. Nomi che hanno fatto la storia del calcio. Quella a cui lui spera di aggiungere ancora qualche pagina. Compresa quella di uno scudetto vinto in rimonta quando ormai sembrava già cucito sulla maglia dell'Inter. L'impresa, è già capitata nella stagione 1966-1967 e si è ripetuta nel 2002. Sperare, dunque, è lecito....

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